l’officina e i cannéles

Questa settimana molto più di altre settimane dell’anno sembra correre ad un ritmo forsennato, passeggino incluso. Usciamo, rientriamo, saliamo, scendiamo, scale, tram, macchina, porte, portoni e persino montacarichi. Abbiamo con noi un pezzetto caldo di Trentino in visita a Roma e con il desiderio di condividere, di mostrare, di partire all’avventura i ritmi si moltiplicano, si accellerano, le giornate si allungano mentre la luce in effetti si accorcia.
Ma questa settimana è anche il ponte sospeso tra due week end densi di lavoro: lo scorso sabato abbiamo infatti riaperto l’Officina (calycanta) di cibo e fotografia con il corso di base e sabato e domenica prossimi inauguriamo un secondo corso un po’ più avanzato.
Sono giornate belle quelle dell’Officina per tante e tante ragioni: il fotografo, normalmente laconico, diventa un chiacchierone a batterie spiegate e nel ripercorrere scelte tecniche, tematiche o semplicemente pratiche si ritrova un’emozione quasi intatta, quella che nel tran tran quotidiano non ci si concede sempre il lusso di stringere. Ma la cosa che naturalmente  ci piace nell’aprire letteralmente le porte della casa-studio è l’incontro fisico e fin qui sempre riuscito (siamo fortunati, e lo sappiamo!) con chi condivide una sensibilità, una passione portandosi in tasca e negli occhi la propria capacità, il proprio progetto, il proprio sguardo.
Così nei pomeriggi trascorsi in Officina lo scorso week end tra cannéles, esposizione, inquadrature e diaframma le ore son trascorse veloci, ed in effetti il tempo sembra anhe lì non bastare mai, soprattutto quando si analizzano gli scatti e il maestro, severissimo, “corregge” i compiti a casa.

Saltellando passin passino sui cannéles messi in fila come soldatini al caramello abbiam scelto e spostato cucchiaini, spiegato stoffe e panneggi, bilanciato bianchi e sfumature, sparso zucchero e sorseggiato caffè.
Alla fine siamo approdati su un piatto di pasta al sugo da allestire dalla cima fino al fondo, controllando tutti i bordi dell’inquadratura, ripassando la coerenza dell’insieme, la luce, il fuoco e pure il peso!

La foto qui sotto è lo scatto finale di una delle allieve del corso, Giovanna Lombardi, che è pure cuoca… sarà per questo che non-diremo-chi a corso finito si è sbaffato la pasta?


grazie a Giovanna e grazie a tutti!

Prossima Officina Calycanta:
sabato 16 novembre dale 18.00 alle 21.00
domenica 17 novembre dalle 14.00 alle 17.00

4 Commenti a “l’officina e i cannéles”

  1. angelo.s scrive:

    Ma quando lo fate a Nord?
    a.

  2. silvia scrive:

    Che invidia!!!

  3. Grazie!!! Che onore. Speriamo di essere all’altezza…..

  4. [...] proposte. Lo scorso fine settimana ho seguito un corso su “fotografia  e cibo” con lacucinadicalycanthus ; Maria Teresa e Maurizio, i miei fantastici insegnanti, ci hanno aperto le porte del loro studio- [...]