calendario d’avvento

Quando ero bambina era di cartone con le finestrelle numerate: ogni giorno se ne apriva una e usciva fuori un cioccolatino al latte. Aiutava ad alzarsi al mattino con il freddo vero di un dicembre trentino e ti accompagnava come una carezza fino a scuola, andata e ritorno. Era piccolo, ma era un pensiero di chi mi pensava, scaldava da dentro.
Crescendo ho fatto fatica a non averne desiderio o bisogno, e infatti una mamma amorosa me lo regalava lo stesso, puntuale per tempo, anche quando il mio tempo bambino era scaduto di molto.

L’ho riavuto oggi, un calendario d’avvento troppo speciale, pensato a mano da Marie. Riscalda da dentro e scalda di nuovo. Ora che l’ho ritrovato non lo lascerò più. L’anno prossimo lo faremo insieme, ma quest’anno mi godo il tuo. Grazie Marie.

Nota: in quasi primo piano sotto la renna per biscotti la ricetta delle margherite di Stresa di Elena, adattata (solo nella forma ) al clima natalizio. è stato uno splendido numero 6

5 Commenti a “calendario d’avvento”

  1. Elvira scrive:

    Pensa che io invece ne ho sentito parlare solo nei primi anni di università, ed il nostro, un po’ scalcagnato, di pannolenci bianco e rosso, l’ho fatto qualche anno fa, quando Daniele era solo un desiderio riposto in fondo al cuore, ed ora ogni sera che apre un sacchetto è una gioia doppia.
    Evviva il calendario dell’Avvento, e le amicizie come la vostra :)

    • maite scrive:

      in effetti Elvira io che credevo fosse una cosa universale ho scoperto che, pure a Siena nei miei anni di Università, era roba esotica… In ogni modo si fa presto a buttarsi su nuove-buone abitudini, soprattutto quando sono a sfondo goloso :)

  2. betta scrive:

    qui si usa meno ma è una bellissima tradizione. L’ho vista Marie mentre lo preparava. Ho anche delle preziose foto… buon Natale

  3. Ila scrive:

    Ecco mi fate sempre un pó piangere.Mi manca tanto quel calendario e quel tempo magico in cui avevamo anni più piccoli e immaginazione più grande.