barcelona, 4°. 1°

Dove siamo finiti?
Abbiamo latitato così spesso ultimamente tra l’arrivo di Nina, le vacanze, l’anno nuovo e quello vecchio, i libri in uscita e quelli in entrata le mille cose quotidiane e i progetti a scadenza prolungata che rischiavamo di farla sembrare un’abitudine. Ma la verità di questa assenza ha questa volta una forma un po’ diversa: siamo partiti e da una settimana e un giorno appena siamo abbarbicati in cima a queste scale (quarto piano sulla carta, quinto nella realtà) rigorosamente senza ascensore.
Armi e bagagli, macchine fotografiche e luci ci siamo trasferiti (Maite e il Fotografo) a Barcellona lasciando Marie di vedetta a Roma, ma con la valigia sulla porta. Il viaggio è stato avventuroso e decisamente bagnato, con la macchina carica come l’arca di Noè e ovviamente piena di cose che ci siamo diementicati o che proprio non sono riuscite a starci. Conseguenza nè è diventata l’ottima scusa per andare in cerca dell’essenziale e di quello che non propriamente lo è: così in attesa di un forno che dovrebbe arrivare ci dedichiamo a respirare la città, negozi, mercatini, bar e tutto il resto.

In una settimana abbiamo fatto in tempo a mangiare pulpo, fare un salto alla Central, scoprire la nuova sede della Moritz nel vecchio mercato del Born, rimpiangere la guia del ocio che non esce più in cartaceo, far la spesa a Santa Caterina mangiando alla barra, far merenda al caffè delle suore e colazione alla granja con cioccolato e churros, ma nel verticoso turbinio dell’arrivo la sensazione è quella che le cose da fare si moltiplichino man mano che le facciamo.
Queste pagine ne risentiranno, sapranno di questa città, di noi (come sempre è stato), di quel che mangiamo e pure di quello che cucineremo… appena il forno arriverà fin quassù.

17 Commenti a “barcelona, 4°. 1°”

  1. Reb scrive:

    Non posso che dire ‘che bello, che bello, che bello’, annuire con un sorriso come solo chi è profondamente in grado di capire e condividere può fare, ed abbracciarvi di qui a lì. Olè.

  2. Gaia scrive:

    ma proprio trasferiti-trasferiti?
    buona nuova avventura!!

  3. enza scrive:

    a me mi fa tristezza…(si avete letto bene l’a me mi di enfasi) perché non vi ho salutato perché non ci siamo salutati e perché con Barcellona ci ho litigato pesantemente a giugno.
    Uff…amici come prima?

  4. Nicoletta scrive:

    Ah. Ben arrivati! Giorni ventosi questi, ma il sole di Barcelona farà dimenticare vento e quarti piani senza ascensore (che poi diventano quinti o sesti piani tra entresuelo e principal).
    Magari finalmente ci conosciamo, sicuramente devo farvi conoscere David, il carnicero de mi corazón del Mercat de Santa Caterina.

    Un abbraccio.

  5. Mademoiselle Manuchka scrive:

    che bello.. vi immagino :)

  6. Ila scrive:

    Ho tanta nostalgia di voi. Stavolta tocca fare la valigia.
    Baci grandi

  7. Ciao cari tutti! Stavo pensando a voi e al fatto che avrei fatto volentieri altri (infiniti) laboratori di fotografia. Troppo tardi… O verrò a Barcellona, che adoro?? Sono felice del vostro nuovo inizio-proseguimento. Un abbraccio,
    Giovanna

    • maite scrive:

      Ciao Giovanna, certo, a Barcellona perché no? ma pure a Roma vedrai, torniamo e facciamo un po’ e un po’.
      Un abbraccio caro

  8. Nooo, troppo bello!! Godetevela e assaporate tutto tutto!…io ho sempre la valigia pronta e sprono tutti a farlo…

  9. graziella scrive:

    è bello ritornare a leggervi e seguirvi nei vostri spostamenti. Barcelona è meravigliosa e sono sicura che voi la vivrete al meglio e la condividerete anche con noi. Cosa fa Annina oltre che crescere, spero di vederla prima del suo primo compleanno conto sui genitori girovaghi, visto che la zia è più stanziale..bacioni a presto (almeno in video)mi dai istruzioni in merito?

    • maite scrive:

      Grazie zia! ti ho spedito mail con recapiti e piccole istruzioni, siamo più vicini di quel che sembra!! Un bacio grande.

  10. Luciano Ginnetti scrive:

    Dallo scorcio fotografico, sembrate in paradiso; senza alcuna allusione a Dante!
    Un grande abbraccio ed un augurio sincero di buona fortuna.
    A presto!
    Luciano

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