capodanno chino e pure un poco catalano

La giornata atmosfericamente parlando non era delle migliori, anzi volendo fare le pulci all’andamento del meteo da quando siamo a Barcellona è stato un raro esempio di piovigginoso, umidino, grigiastro quando invece per lo più il tempo si mantiene soleggiatissimo e ventoso. Ma tant’è,  questo capodanno esotico e casalingo insieme non era cosa che potessimo mancare: sabato è infatti finito l’anno del serpente e domenica mattina si festeggiava intorno alla Sagrada Familia l’inizio dell’anno del cavallo.
Ora noi, oltre che curiosissimi, ci sentivamo un poco chiamati in causa, perché questo nostro arrivo a Barcellona a gennaio inoltrato ha avuto ed ha ancora tutto il sapore (e pure un poco l’onere…) di un inizio nuovo nuovo, di un capo di anno insomma. Così armati di ombrelli, sciarpe e passeggino incellofanato ci siamo mescolati a una parata di draghi colorati, ventagli, tamburi e fuochi in cui sfilava la comunità cinese a Barcellona, accompagnata però anche da gruppi locali di castellers e da tante, ma proprio tante mescolanze.

La sensazione bella e anche un poco sorpresa di questo capodanno cinese a Barcellona è stata infatti quella di un’integrazione possibile anche per una comunità che è descritta spesso come molto chiusa e molto restia a mescolarsi. E può darsi pure che ci stia nel nostro sguardo quel poco di idealizzazione che avvolge (ancora) la città e la nostra vita qui, ma è stato comunque inaspettato sentire mescolare due lingue così diverse in coppie miste con bambini perfettamente bilingui, o dragoni orgogliosi fianco a fianco a maschere catalane di diavolacci rumorosi e burloni.
Le macchine fotografiche e soprattutto i cellulari erano spianati, ma a ben guardare non si sapeva troppo chi fotografasse chi, chi fosse l’esotico e chi il casalingo; la strada, la piazza, la spianata della Sagrada Familia (il simbolo forse più evidente di Barcellona) erano egualmente casa ed espressamente si diceva nel programma che la sfilata cinese ospitava come invitati i gruppi catalani.

Dietro a tutto, alla fine del corteo, la solita (!) efficienza catalana: gli spazzini che pulivano la strada e la lavavano meticolosamente quando ancora il drago ruggiva poco più in là e per noi un solo, unico rammarico: non c’era nulla, ma proprio nulal da mangiare!!!

1 Commento a “capodanno chino e pure un poco catalano”

  1. waow!!! che bel reportage…bravaaa

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