our best fish soup ever

Ci sono dei vantaggi, è indubbio. Occuparsi di cibo, di ricette, di libri di cucina, di mercati potrà essere pure faticoso, a volte frustrante (specie quando si tratta di mangiare pasta scotta e risotti freddi), ma permette di regalarsi certi lussi che nel ménage quotidiano settimanale si finisce per dimenticare. Sì perché al fondo basterebbe un po’ di organizzazione e qualche volta di testa, ma è pur vero che al bordo della crisi da sur-menage la prima a venir meno è proprio la testa, seguita stretta stretta dall’organizzazione. E dunque fumetto di pesce questo sconosciuto…

Poi però capita che per la nostra rubrica sul canale cucina del Corriere della sera (quell’Allacciate i grembiuli che va “in onda” una volta la settimana, il martedì) si tratti di rivedere i fondamentali, le parole chiave e soprattutto le buone abitudini. Ci ri-mettiamo così a ripassare le basi per bene e soprattutto ci prendiamo il tempo di far le cose con calma e con tutti, ma proprio tutti i crismi, un po’ come fosse Natale.
Il fumetto diventa un esercizio di stile e la spesa al mercato di Santa Caterina è tutta per lui.
E qui c’è da aprire una parentesi, giusto per dire che a Barcellona da questo punto di vista è tutto un po’ più facile, non solo perché di pesce ce n’è tantissimo, ma perché c’è molto di più l’abitudine della sfilettatura al banco (che è anzi proprio routine) e pure l’abitudine di vendere separatamente teste e lische per il caldo (il brodo). E così con teste e lische per il fumetto, più due calamari puliti, sei gamberoni e un bouquet di cilantro ce ne siamo tornati a casa.

Prepara il set, prepara la foto e scopri che il fumetto, quello invece praticamente si fa da sè. Raccogli qualche consiglio da amiche fidate e ti chiedi sbigottita perché non lo fai di più, perché non lo fai sempre, perché non hai il congelatore stipato di fondi di pesce?
E non è che fosse la prima volta: non era il primo fumetto e non era nemmeno il primo sbigottimento. Ripassare i classici non vuol dire soltanto scoprire che non smettono di dire quello che hanno da dire (come diceva Calvino), ma anche che, almeno in cucina, li trascuriamo ingiustamente.

Il lusso di un fumetto classico è una roba facilissima, con incluso il vantaggio di usare fino in fondo una materia delicata e nobile. Insomma ha solo vantaggi. Intorno a questo può crescere qualsiasi cosa. In questo caso abbiamo costruito una zuppa inaspettata, di gusto thai ma non letterale: gamberi e calamari destinati alla plancha ci sono finiti dentro accompagnati da un curry  giallo e da molto, molto cilantro.

Per il fumetto di pesce qui
per il resto:  in un wok scaldare due cucchiai di olio di soia con un cucchiaino di pasta di curry, aggiungere 1 porro affettato sottilissimo e uno scalogno, quindi i calamari. Scottare velocemente mescolando con un cucchiaio di legno, quindi bagnare con il fumetto, aggiungere i gamberi e il latte di cocco. Cuocere il tutto una decina di minuti, quindi spremere il succo di 1 limone e aggiustare di sale, spegnere e cospargere di foglie di cilantro.

3 Commenti a “our best fish soup ever”

  1. Luchi scrive:

    Mmmhh… Verrei subito lì a mangiarla!

  2. Gaia scrive:

    Evviva Barcellona e il suo mercato!

  3. graziella scrive:

    la preparazione del fumetto la rimando a dopo, per adesso sono impegnata a provare e gustare i mille modi di mangiare le cozze. Ho appena ricevuto i libri, dopo un percorso tortuoso dalla montagna al mare. Don Sarino mi ha fornito la materia prima. Sono state molto apprezzate quelle con la senape,ricordano tanto un certo fotografo!A presto sul video (mi sto attrezzando).

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