le minne sulle scale

e dunque sì, c’è stato il capodanno cinese e dopo quello il black out: il blog si è oscurato, si incapricciato, si è chiuso a riccio e non c’è stato verso. Prima impossibile connettersi, poi misteriose stringhe che assicuravano che su apache (!) tutto era ok, ma insomma niente, e gestire la crisi da qui non è stato semplicissimo.  Il server è caduto, si è fatto male, almeno un pochino, e poi è ripartito.
Ma se questa è la versione ufficiale, rimangono da considerare certe ragioni impalpabili e animiste che hanno (forse) a che fare con il nostro (parziale) trasferimento qui a Barcellona e con la nascita di quarto-primero. O almeno così sospettiamo…

Sì ma cos’è quarto-primero?
Quarto primero è più o meno il nostro indirizzo: quarto piano (che poi sarebbe il quinto considerando il principal, tutto rigorosamente senza ascensore) primo appartamento, o prima porta. Viviamo insomma giusto sotto al terrazzo, in una casa lunga e stretta nel centro centrissimo di Barcellona, guardiamo una piazza romantica e pure un pezzetto delle mura romane, giusto così per ricordarci da dove veniamo.
Quarto-primero è però anche una specie strana e un po’ particolare di blog, un diario ancora una volta, per raccontare molto per immagini la nostra vita qui, un abbraccio grande e stretto con Marie che è rimasta a Roma ma che pure fa molto avanti-indietro. Ci sono foto di cucina, certo, ma non tanto e non solo, ci sono testi più stringati (almeno per ora) a cavallo di almeno tre lingue, ma vorremmo che fossero di più, giusto per dimostrare e dimostrarci che se si vuole ci si capisce, e in questo senso partire dal cibo facilita, sempre, le cose.
Detto questo la nostra cucina resta qui e lì sempre la stessa, ed è calycanta. Lo è per definizione, perché altrimenti semplicemente non sarebbe.
Ci prendiamo così il tempo e lo spazio di impastare le storie per esteso (a volte pure troppo) e di raccontare le ricette.

E dunque ci rimane da dire che l’esordio del nostro quarto-primero è stata un’infornata di minne distribuita lungo tutta l’escalera: dal principal fino alla nostra vicina Carmen al cuarto segundo. Era infatti Sant’Agata (il 5 febbraio) e quest’anno non era proprio il caso di astenersi, anche perché una settimana dopo (il 12) è toccato a Sant Eulàlia, la patrona di Barcellona che sembra la cugina allegra di Agata (benché abbiano in comune una parte significativa del proprio martirio). Noi, per parte nostra, non ci siamo persi nulla: dopo le minne, la festa delle luci nella piazza, i castellers, i gigantones con la Laia e naturalmente la sardana.

La cucina di calycanthus ha fatto finta di prendersela un poco, ma era solo per finta.

4 Commenti a “le minne sulle scale”

  1. graziella scrive:

    vedo che un fil rouge unisce Catania e Barcellona, le candelore e i castellers, S.Eulalia con Palermo e le “minne” con zio Giovanni: il 4 e il 5 febbraio ne ha gustato parecchie confrontando le varie pasticcerie, leggerò anche io quarto-primero magari con il vocabolario accanto o con l’aiuto di Chiara sarà la mia finestra su Barcelona.
    P.S. Annina cresce in bellezza:7 mesi il 3 feb.anche Lei ha festeggiato?
    baci

    • maite scrive:

      è proprio vero, vero!! e “povero” lo zio Giovanni, che duro, durissimo lavoro! Qui Annina cresce e cresce, cresce, anche se per il suo settimo mese aveva la febbre piccina, ma ora sta benone e si gode primavera!
      un abbraccio grande

  2. sara scrive:

    Ben tornati! La vostra assenza ci aveva lasciati un po’ orfanelli solo in parte rincuorati dalla nascita del fratellino spagnolo. :-)

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