Visca el carnaval

Uff che tirata! Il carnevale quest’anno per noi è stato un’autentica settimana di colori, di corse, di mercati, di balli, di battaglie arancioni, di salsicce d’uovo, di ambasciatori del re-carnevale, di mercati ancora e poi fuochi bellissimi fino ad oggi, mercoledì delle ceneri che qui, più prosaicamente, è il giorno della sepoltura della sardina (che poi vorrebbe dire inizar a mangiar di magro, anche se sul concetto di magro ci sarebbe/sarà da dire..).
Noi non ci siamo persi niente, con Annina travestita (più o meno) da maduixeta (cioè da fragolina in catalano) nel passeggino rosso, eravamo al mercato della Concepciò al primo arrivo degli ambasciatori (giovedì) e da lì in poi li abbiamo seguiti praticamente ovunque, senza prendere fiato, spesso con mezzi di fortuna e dimenticando pure qualche volta di scattare le foto.
Perchè il carnevale ti mette di fronte a dilemmi esistenziali e filosofici: scegli di strane dentro o di starne fuori? di seguirlo, di anticiparlo, di camminargli a fianco? e se scatti foto puoi tirare coriandoli?

Noi abbiamo fatto del nostro meglio, ma abbiamo deciso di stare decisamente dentro. Perché la cosa che al fondo ci ha emozionati di più e che forse è la chiave semplice del carnevale è stato vedere le parade (i banchi) del nostro mercato di ogni giorno (ovvero Sata Caterina) travestite, diverse e divertide. Le due signore che sfilettano le sogliolette di Anna diventate verdi, il banco della verdura da cui vengono bieda y brotons vestito in costume catalano autentico (e mannaggia che nella foto non si vedono le scarpe!!) e poi certo la nuova favorita del fotografo, la nuova Penelope (Cruz) che dopo il suo balletto almodovariano di sabato è diventata la nostra preferita per il baccalà.

Comments are closed.