un pesto di piquillo

Roba da emigranti questi spaghetti all’imbrunire!
Anche se a guardarli bene e a dirla tutta la pasta non ci manca molto qui al quarto (quinto) piano della nostra casa barcellonese, per la semplice ragione che la si trova facile facile. La troviamo al Corte Ingles, la stessa Garofalo che pappiamo in Italia con solo forse qualche problema di cottura  (ma anche per quella alla fine ci siamo convinti che sia una questione di acqua o forse di mare, o forse di vento).
Insomma la pasta c’era e resta, con però la voglia (la necessità?) di cambiare il gioco delle associazioni, soprattutto quando è tarda sera e il frigo svaligiato. Finisce allora che si guarda in dispensa e si fa con quello che si ha, anche perché il tempo nonostante le giornate siano diventate lunghe ci resta corto… dunque di un prezioso vasetto di pimentos del piquillo, di una manciata di mandorle marcona, dei rami di timo comprati profumatissimi in erboristeria è saltato fuori un pesto che rischia di diventare ricorsivo…

la ricetta non è esattamente una ricetta, pervede semplicemente di avere a disposizione questi ingredienti in queste quantità approssimative:

1 vasetto di pepeorni del piquillo
un pugno di mandorle
1 spicchio di aglio senza germoglio (o anche due se sono piccini o se vi piace forte)
timo fresco
olio extravergine di oliva
+ feta (se lo avete ci sta benissimo)

quindi cacciare tutto nel frullatore e mixate tutto a crema. Se lo usate subito benissimo, altrimenti infilate in un vasetto, coprite la superficie con olio extravergine di oliva, richiudete e mettete in frigo. Quando condite la pasta ricordatevi solo di tenere un poco di brodo di cottura quando state per scolare, vi serbirà ad emulsionare meglio il tutto.

2 Commenti a “un pesto di piquillo”

  1. Reb scrive:

    Lo dico diqqua che dillà avevo sottinteso: qui si mangia, con egual soddisfazione, la Di Martino. E, rigurgito nostalgico, se ne mangia quasi più che in Italy!
    I piquillo, celo (e pure in vasetto, furrrrrbi gli inglesi: sembra importino di tutto pur cucinando quasi nulla, hiii se son avanti).
    Rifaròlla prima di subito, farevomi sapere.
    Baci sparsi ed abbracci misti.

    • maite scrive:

      vero, vero, vero! mangiamo molta più pasta che in Italia, forse perché non la mangiamo mai fuori casa, non so… per il resto ti invidio questo eclettismo british. Ma tu quando vieni a svernare un po’ a sud? baci