orecchiette

La nostra amica Sara, che nella vita fa tuttaltro, ha delle passioni piene di avventura… spesso anche in cucina. Così, abituata a viaggiare (fa immersioni nei laghi e nei mari e ha fatto marketing in Ghana), è stata ospite di una signora pugliese in una masseria (di cui ha promesso di rivelarci il nome) per seguire un corso intensivo di orecchiette. Ha imparato l’arte e comprato l’asse.
A noi, bisogna dirlo, pareva impossibile eppure dai mucchietti di farina bianca e da poca acqua tiepida sono venute fuori orecchiette bellissime… certo non poprio proprio le prime che abbiamo cercato di rigirarci sul pollice, tutte sbilenche o bucate, ma diciamo che dopo le prime cinquanta è “facile” prenderci la mano tanto che alla fine guardando sul tavolo quel mare di orecchiette ci siamo lanciate nell’improbabile elezione di Miss Orecchietta…

…impossibile scegliere, ma ecco una selezione delle finaliste:   

La ricetta

Ingredienti
farina bianca tipo 00
acqua calda
+ l’asse di legno ruvido o almeno uno stuoino di quelli in silicone ruvido
(+ un po’ di pazienza)

Per calcolare le dosi considerare una manciata di farina (a mani giunte e concave) per persona.
Disporre la farina al centro della spianatoia e cominciare a lavorarla con l’acqua calda (bollita e raffreddata appena) per ottenere una pasta che deve risultare compatta e piuttosto dura. Formare quindi dei salsicciotti piuttosto sottili e tagliarli a “gnocchetti” di circa mezzo centimetro.
Per dare la forma alle orecchiette disporre la punta di un coltello a punta rotonda su un lembo del pezzettino di pasta premendo con l’aiuto dell’indice della mano che non impugna il coltello tirare verso di sè in modo da stendere e arricciare la pasta, quindi sollevarla con tutto il coltello e rigirarla senza premere troppo sul pollice per dargli la curvatura. (La faccenda è più complicata da spiegare che da fare, ma meditiamo di farne un video…)
Le orecchiette fresche si cuociono velocemente, in abbondante acqua salata, appena vengono a galla sono pronte e buonissime!

maite e sara

24 Commenti a “orecchiette”

  1. fe scrive:

    Arrivo qui solo oggi e metto immediamente il vostro blog tra i miei preferiti. Siete veramente bravi tutti.
    Ora una domanda molto indiscreta: mi capita spesso di far da mangiare per lavoro e qui si trovano idee assolutamente geniali alle quali non so resistere. Domanda: ai foodblogger bravi come voi scoccia essere copiati? Magari trovarvi all’inaugurazione di una mostra e trovare al buffet una vostra ricetta originale?
    Io non ho esperienza, ho comiciato a cucinare da pochissimo, per caso dopo aver scoperto i foodblog ed essermene innamorata…
    Però mi sembra un di commettere un piccolo furto, c’ho i sensi di colpa! E’ che non sono brava al punto di creare delle ricette mie…

  2. Mademoiselle Manuchka scrive:

    c’é della scultura qua però..
    che meraviglia..
    ora vado a dormire,
    sognando orecchiette meravigliose volarmi sulla testa come piccole nuvolette..

  3. erika scrive:

    belle!
    capisco l emozione, la provai anche io… qualche buco mai poi,una dietro l altra, ruvidine e tonde pronte a raccogliere sughi e intingoli da trasformale in una piatto delizioso.
    grazie

  4. Sere scrive:

    …appunto, stavo pensando ad un bel video sulla preparazione dell’orecchietta! :-) Non c’è che dire, in foto vedo solo perfezione…
    E il condimento? aspetto domani, ok! :-)
    buona giornata carissimi!

  5. nina scrive:

    le (mie) orecchiette hanno ascoltato (letto) attentamente. Grazie! :)

  6. fra scrive:

    sono stupende…attendo il video per cimentarmi! Un abbraccio
    fra

  7. caly scrive:

    @Fe: faccenda delicata in effetti… la cucina, per come la intendiamo, è per necessità un territorio in cui le ispirazioni si incrociano e imposibile da recintare, fosse solo con bollini di copywright, anche perché ogni esecuzione è un’interpretazione e ognuno necessariamente ci aggiunge del suo… detto questo è chiaro che ci piacerebbe essere citati, nominati, passati di bocca in bocca, il senso di essere su un blog infondo è questo! poi una piccola-grande curiosità: ma dove lavori? e cosa organizzi?

  8. mi scrive:

    questo non è un semplice foodblog è qualcosa di perfetto, ricette gustose e originali, foto professionali, testi sofisticati
    insomma io sono senza parole
    vi prego ditemi che lo fate per lavoro!!!

  9. Maite scrive:

    @Mlle Manuchka: on t’adore… speriamo che tu abbia fatto bei sogni d’orecchiette

    @Erika: tu hai l’aria di una professionista… io non sono sicura che riuscirò una seconda volta e soprattutto senza l’aiuto della maestra Sara… ehm

    @Sere e Fra: bisognerà sentire il fotografo, ma stavo pensando a un video a quadri fissi un po’ come il cinema muto degli anni dieci

    @Nina: colgo l’occasione per dire alle tue orecchiette (e non solo) che il tuo blog è una delizia di delicatezza e poesia. Grazie.

  10. caly scrive:

    @Mi: magari!

  11. Ady scrive:

    Ma che amici interessanti avete, e che bello passare i pomeriggi a fare le orecchiette, ma come le mangiamo queste splendide orecchiette? Ah ho capito ci vediamo domani, un abbraccio

  12. cobrizo scrive:

    bellissime. io sono fortunata: ne ho giusto qui un vassoio fattomi dalla mamma di mio marito (barese). ognoi tanto ci provo anch’io… è un po’ frustrante all’inizio, però quando iniziano a venire bene è una grande soddisfazione, vero? per me fare pasta come le orecchiette e i cavatelli è una goduria…

  13. fe scrive:

    Grazie della risposta!
    Fin’ora è stato un gioco: mi è capitato di cucinare per amici artisti, alle inaugurazioni dei loro lavori.
    Tra gli invitati erano presenti altri organizzatori (siamo sempre nell’ambito delle arti) che hanno apprezzato il cibo e mi hanno chiamata. Io organizzo ben poco!
    Penso che il successo sia dovuto al semplice fatto di non aver proposto uno standard che nel campo del catering ha un pò svilito l’offerta. So fare quattro ricette in croce, ho cucinato cose semplici ma con cura e attenzione alle materie prime (niente di eccezionale, visto quel che ci offre il nostro territorio!), e qualche (non tutte eh!)ricetta geniale e semplice presa dai cuochi elettronici.
    Citarvi comunque è il minimo, dato che con una ricetta non si mette semplicemente la gente a tavola ma si rende il mondo un po’ migliore. Io non credo di avere particolari doti di ingegno cucinaro, mi ci son messa, in un momento della mia vita in cui i dubbi son più delle certezze.
    Grazie ancora della delicatezza della risposta e soprattutto del vostro lavoro.
    Non faccio complimenti: sin’ora siete i più bravi in assoluto che ho incontrato, le cuoche (ma che dire delle due mani che si scambiano un pezzo di impasto? Immagine di complicità, gioco e anche sensualità devo dire) e l’occhio del fotografo con la sua luce da pittura fiamminga…e ‘pochi sciuchezi’ come si dice da noi. C’è una completezza e una profondità nella vostra cucina che quasi mi commuove.
    E poi siete anche generosi, postate spesso, per la mia gioia e quella di molti altri!

  14. marie scrive:

    @fe cosa dire…sei delicata, dolce, gentile…grazie per le tue belle parole. Ma domanda indiscreta dove vivi?
    A volte tra le cucine, le ricette, le parole si sente una “vicinanza” emotiva con le persone e anche per questo siamo molto felici di questo blog. Grazie a tutti.

  15. Maite scrive:

    ragazze qui tra poco piangiamo tutte…
    poi davvero grazie Fe, e devo dire che non solo condivido le parole di Marie ma anche la sua curiosità, anche perchè non so se lo hai visto ma nel sito postiamo ricette di artisti e qualche volta abbiamo anche noi ospitato delle mostre e organizzato del cibo (la parola catering non so perché non mi suona adeguata) tematico, vale a dire pensato proprio per quell’artista e la sua opera (magari se hai voglia guarda il post: l’altra faccia di calycanthus http://lacucinadicalycanthus.net/?p=479
    che avevamo fatto per la mostra di Pietro Weber…)

  16. Elvira scrive:

    sono meravigliose e mi aprono il cuore!!!!

    Perche’ solo io ho ereditato la tecnica piu’ difficile, quella delle strascinate???o meglio, avrei ereditato, ma in pratia, la pratica scarseggia…ma sto avendo moti segni che e’ ora di (ri)provarci, e questo vostro bellissimo post e’ uno di questi :)

  17. Sì, il video! E’ un formato di pasta che mi piace, ma non avendo avuto un insegnamento diretto intimorisce … rimango sintonizzata … nome indiano: orecchie tese al vento :-D Baci e complimenti a tutta la cucina e agli amici che vi ruotano intorno

  18. Sara scrive:

    L’emozione di vedere le “nostre creature” fotografate e messe lì in bella mostra è grande!!
    Finora si erano dovute accontentare delle mie foto amatoriali e della festosa accoglienza di chi se le è mangiate…. :D
    Grazie Maite per la presentazione ;)

  19. nina scrive:

    grazie per il complimento, solo ora giunto alle orecchiette di Nina, illustratric-fotograf-graf-disegnatrice-sognatrice, che vi ammira assai, e che vi ha trovato per caso in questa rete intricata e pullulante, in cui lei stessa spesso si perde e non si trova più.

    buona serata!

  20. cristiana scrive:

    ragazze che blog bellissimo che avete fatto!! ci sono capitata per caso e già me ne sono innamorata! poi quando ho visto le orecchiette.. che ricordi.. la nonna.. le feste di natale.. la casa piena di cugini, zii, nonni.. la farina ovunque.. grazie grazie grazie!! ;-)
    ah, se vi può interessare è la stessa ricetta che aveva la mia nonna, pugliese doc!!

    p.s. per me miss orecchietta è quella più a simistra, vicino al bordo della foto, la trovo la più elegante di tutte!

  21. Maite scrive:

    Cristiana grazie! maesattamente di dove sei?

  22. gu scrive:

    scusate il disturbo… ma io ho sempre fatto le orecchiette con la farina di grano duro (semola di grano duro) sbagliavo ? sbaglio? nel caso mi tornerebbe anche meglio…

    le volevo fare domani ma non ho la semola sotto mano e soltanto farina 00….

    aspetto al piu’ presto vostri consigli!!!

    gu

    • maite scrive:

      ciao gu. mi sa che forse è tardi e avrai già fatto le prove da solo, ma noi siamo andati sia di 00 che di grano duro, non sono in grado di dire in effetti quale sia la versione più corretta non conoscendo a sufficienza la cucina pugliese: se devo basarmi su quel che so dei grani tra nord e sud ti direi grano duro, ma d’altra parte la versione che mi hanno insegnato (un’amica che a sua volta ha imparato da una signora in Puglia) era 00..

      • gu scrive:

        grazie, alla fine non c’erano fuochi a sufficenza (alla cena/festa dove andavo) e non ho fatto le orecchiette… ma provero’ la prossima volta.

        in compenso per me e’ stato il weekend delle uova in camicia ;)