sant jordi, dal vero!

Anche da lontano l’idea e lo spirito ci sono piaciuti sempre. Per San Jordi, il 23 aprile, Barcellona è in festa e regala libri e rose, un libro e una rosa, ma anche un mazzo intero di fiori e di pagine.
Romantico e pure un po’ astuto, così sulla carta. Ma a vederlo dal vivo il nostro primo San Jordi è stata un’emozione difficile da mettere in forma perché è una città intera che si anima in ogni suo angolo, piazza e vicoletto riempiendosi appunto di rose e di libri, come difficilmente si può immaginare.
è iniziato al mattino con il ritmo che qui è sempre un po’ disteso e sonnacchioso, ma alle nove i banchetti cominciavano ad animarsi e avevamo già collezionato diversi auguri di un !Feliz san Jordi!, come fosse Natale. E poi una Rambla finalmente percorribile e banchi su banchi da non sapere dove girarsi, le librerie che strabordavano sulla strada, la strada che ti chiamava a gran voce per una rosa. Sì perché per tradizione le rose le vendono a San Jordi le associazioni di volontariato e gli studenti, sorridenti e creativi in un ruolo non loro, un misto in generale di timidezza e creatività: chi regala un bacio in bonus, chi si traveste da drago, da principessa o da San Jordi appunto, chi si porta dietro l’amico che suona il violoncello, chi canta a squarciagola. Bello e vivo.

E i libri che non stanno a guardare. Noi ci siamo buttati, come quasi sempre, sull’usato che stava al fondo ma proprio al fondo di una Rambla infinita, trovando tra altre chicche pure la versione spagnola del Manuale di nonna Papera (che è qui manco a dirlo è l’abuela pato). Ci siamo regalati dei libri a vicenda e anche Anna ha avuto il suo piccolo bottino (La rana Juliana e San Jordi i el drac), ma il pomeriggio abbiamo finito per restare travolti dall’offerta di tanto e di tutto e soprattutto dalla quantità impressionante di persone per le strade, traffico bloccato in Plaza de Catalunya, Psg de Gracia e Rambla de Catalunya. Tutto per i libri, sì per i libri! … e per le rose.

così quando ripenso che uno degli “slogan” con cui qui la città parla di se stessa suona più o meno come: “non per una cosa in particolare ma per tutto in generale”, mi ci ritrovo e la capisco. Barcellona per me, per noi, è proprio questo: questo piacere dolce di vivere e di mettere attenzione e cura nel proprio fare, che spesso è fare festa. Da quando siamo arrivati è stato un susseguirsi ininterrotto: Sant Eulalia, la festa delle luci, Carnevale, Pasqua, San Jordi e ora buoni buoni aspettiamo Sant Ponç, la festa delle erbe…

2 Commenti a “sant jordi, dal vero!”

  1. Isaetta scrive:

    Vi seguo da un bel po’, ma sono una di quelle lettrici silenziose.
    Oggi però mi avete fatto s
    ognare di vivere di nuovo a Barcelona, per me era Carrer de Ricart 11, 2 2. Un Erasmus, poi mille vacanze. Lì ho conosciuto mio marito, che neanche a farlo apposta era del paese accanto al mio, lì gli ho detto di sì, lì ormai quasi dua anni abbiamo concepito la nana. Alla feria di Gracia.
    Leggo nei vostri post la mia città, quella che mi ha rubato il cuore, e in cui ritorno almeno una volta l’anno. Grazie..