coda di rospo come una porchetta

Barcellona-Roma andata e ritorno.
Che questa sia la nostra storia e il nostro ritornello è ormai una faccenda che viaggia sul doppio binario di una doppia cucina, con l’aumento esponenziale della confusione (dove sarà quel piatto blu? la forchetta coi denti all’insù? la collezione di alzatine? la pezza di lino? il monogramma rosso?). Così non è strano che dalla cucina la confusione dilaghi nella testa e da lì nel piatto: mangiamo a Barcellona più pesce che non a Roma (colpa del banco benedetto della Enriquetta), ma pure più pasta (perché mai ci sogneremo di ordinarla al ristorante), mentre a Roma finiamo con il far la scorta di verdure, di ogni sorta, risma e formato, roba che in Spagna semplicemente non esiste.
Perché è la distinzione dei poli, di pasta versus chorizo, che semplicemente non tiene (con buona pace del fotografo che aveva dichiarato che avrebbe mangiato solo spagnolo in Spagna e solo italiano in Italia), così la tetilla finisce avvolta nelle foglie di limone e la coda di rospo ti salta fuori porchettata….

Che poi l’ispirazione (confusa, confusissima!) veniva da un numero recente de La Cucina Italiana finito perso (pure quello!) in uno dei trasbordi. Comprato in Italia (evidentemente) non si sa nemmeno se sia effettivamente atterrato, niente tempo di annotare le dosi o anche solo la lista completa degli ingredienti. Facciamo ad occhio dunque, come quasi sempre…

coda di rospo già pulita (l’ideale è trovarne di non troppo grandi in modo che da una tagliata a metà per il lungo ne vengano fuori due filetti, uno a persona. Se invece ne trovate di grandi va bene uguale ma sarà un po’ più complicato porzionare alla fine)
pancetta fresca tagliata sottile (potete usare pure quella affumicata ma è un po’ più dura e soprattutto più forte di sapore
1 spicchietto di aglio
pan grattato quanto basta
erbe odorose (salvia e rosmarino, ma anche timo ad esempio)
olio extravergine di oliva qb
sale e pepe

Separate i due filetti della coda di rospo e incideteli formando una sorta di tasca verticale che farcirete con il pangrattato mescolato con le erbe aromatiche, l’aglio tritato finemente, sale, pepe e olio extravergine di oliva sufficiente a tenere insime il composto. Ricomponete e avvolgete ciascun filetto nelle fette di pancetta. Mettete in forno caldo a 180°C per 15-20 minuti, a seconda della grandezza delle code.

2 Commenti a “coda di rospo come una porchetta”

  1. Elena Bruno scrive:

    Viaggiando capita anche a me di far fatica a tenere le fila delle cose … e quando dimentico qualcosa impazzisco … va beh, pazienza … un po’ di fusion-confusion rende tutto meno noioso :-D

    • maite scrive:

      ecco sì! che poi alla fine anche quando hai il libro sotto il naso spesso non resisti a introdurre qualche variabile..