dentro Kinfolk: l’esprit de la mer andata e ritorno

Crederci davvero non ci avremmo nemmeno provato. L’universo perfetto e siderale di Kinfolk sembrava qualcosa di destinato ad esistere solamente nelle favole, nelle fantasie, in una galassia dell’altrove molto, ma molto vicina (e non a caso!) a quell’altro regno diafano e impalpabile che è Pinterest. E invece a volte le cose sono molto più complicate da immaginare che da vivere, e il mondo un posto molto più semplice e calpestabile  di quanto non ci riesca di ricordare.
Sabato sera dunque c’eravamo anche noi.

Kinfolk, per chi non lo sapesse, è la miracolosa e romantica invenzione di alcuni amici destinata ad essere rivista ma vissuta da subito come esperienza di condivisione del cibo e della fisicità della tavola. Kinfolk dunque è un magazine di carta, fotografia e storie ma è anche una costellazione di eventi sparpagliati in luoghi ameni del mondo. L’esprit de la mer, l’ultima di queste tavole apparecchiate aveva tra le sue sedi Barcellona, anzi ad essere esatti Badalona, oltre che Madrid, Londra, Tokyo, Vancuver, Amsterdam, New York, Tauranga e Lisbona giusto per nominarne alcune.

Pieni di emozione e di aspettative siamo dunque salpati al gran completo per raggiungere il nostro Kinfolk finalmente a portata di mano, dopo aver per anni amato, sognato e “consumato” le immagini di eventi passati, tutti caratterizzati da minuziosa semplicità. Ci aspettavamo molto e non siamo rimasti delusi.

L’esprit de la mer di Barcellona era organizzato da Andrew Trotter e Mari Luz Vidal in collaborazione, come è lo spirito di Kinfolk, con una rete leggera di creatività che si declina in cibo, fiori, musica, vino, tè. Sembra semplice e probabilmente lo è, anche se dietro c’è necessariamente un lavoro “pesante” di organizzazione e coordinamento che però, come negli orditi più riusciuti, non si fa vedere, non si scopre, non si sente.
Dunque se come spesso si legge il cibo di Kinfolk è cibo semplice non si può che annuire, era buono e semplice, presentato molto bene e pensato per essere condiviso. Perché forse la più grande meraviglia del progetto è proprio in questa capacità di far sedere le persone fianco a fianco e di metterle in contatto. Persino noi farciti di timidezze assortite e di idiomi misti abbiamo chiacchierato fitto fitto, raccontato, ascoltato racconti, assaggiato vite che in parte ci somigliano e ri-trovato senza nemmeno immaginarlo la nostra tribù. Se da fuori questo universo può sembrare difficile da vicino si mostra semplice, naturale come se lo sforzo fosse quello di togliere più che di aggiungere dunque niente tovaglia ma tovaglioli di stoffa, fiori spontanei, l’invito implicito a prendersi cura del proprio bicchiere.

6 Commenti a “dentro Kinfolk: l’esprit de la mer andata e ritorno”

  1. Luchino scrive:

    Ah, questo viale di sabbia al tramonto…

  2. silvia scrive:

    che invidia!!

  3. francine scrive:

    cool.

  4. simonetta scrive:

    che bello…e che belle donne naturali e vere! grande atmosfera sono sicura.

  5. simonetta scrive:

    ah..pensavo di rubarvi una foto…la pubblico sul mio diario facebook, naturalmente citando la fonte. Grazie.

  6. francesco da novara scrive:

    L’immagine del sentiero che porta al mare è estremamente suggestiva! La progressione temporale che trasforma questo sentiero davanti all’occhio attento del fotografo ci rende poi partecipi di questo magnifico convivio au bord de la mer.
    Ancora e sempre, grazie!