la festa, il mercato e noi

è già tempo di valigie, quelle all’incontrario questa volta: quelle che da Barcellona ci riportano in Italia per le vacanze di questo scampolo di giugno che rimane e del luglio che ci aspetta siciliano. In mezzo ci sono una montagna di vestitini da stirare e da stipare in bagagli immancabilmente troppo piccoli, con un fotografo di sottofondo che pretende di viaggiar leggero: la macchina, il carica batterie e poco, pochissimo altro.
E direi che invece qui saremmo, sarei, di un’altra scuola: quella che pretende di traslocare mondi, di traghettarli interi da un continente all’altro. Mica solo scarpe e ammennicoli di femmine, ma anche cibo, nutrimenti, anima. Vorrei portare tutto, anche se è il tempo è breve e lo spazio poco: le mandorle marcona che qui sanno tostare come in nessun altro luogo del pianeta, la sobrassada dolce della butiffareria difronte a Santa Maria del Mar, per non dire dello zucchero scuro che profuma, dei banchi (per intero!) del pesce dove, con perizia e leggerezza, ti puliscono tutto, senza battere ciglio, anche quel chilo e mezzo di alici o la sogliola piccina per Anna che ne è ghiotta. Il mercato mi mancherà, il mercato più forse di altre cose e al pari dell’abitudine del mangiar sempre e ovunque, pesce, carne, mariscos y embutidos, todo siempre…

Così quando sabato sera abbiamo trovato il nostro mercato, quello di santa Caterina, aperto e in festa, ci è sembrato di poterla prendere sul personale. Ci sembrava insomma che se ci aveva accolti all’arrivo il Carnevale (sempre dentro al mercato…) ci diceva allegramente arrivederci, buone vacanze questa festa luminosa e gaia, folle e semplice come una favola.

No perché a vederlo e pure a raccontarlo sembra semplice: il mercato resta aperto (di sabato sera!) e i banchi allestiscono, sulla base dei propri prodotti, una specie di festa di tapas. Così lì dove per mesi hai comprato bieta e zucca trovi gazpachos tradizionale e di ciliegie. E tutti emozionati, tutti fieri. Una cosa a metà tra la festa in casa e la solida, inappuntabile organizzazione catalana.
E noi in tutto questo eravamo felici e pure un po’ emozionati di avere persone da salutare… allora ci rivediamo in ottobre… ma davvero state via tutto questo tempo?…

E poi trampoli, sorrisi, un maestro di sushi, xistorrina, ostriche, un bicchiere di cava, le crocchette immancabili e persino un assaggio di pulpo. Nella pancia del mercato c’era tutto, come sempre, più di sempre. Persino piccoli delfini di banana…

Arrivederci. Torniamo presto.

4 Commenti a “la festa, il mercato e noi”

  1. silvia.moglie scrive:

    tornate. bentornati. voglia di vedervi

  2. Isaetta scrive:

    No. Uffa. Io vengo a Bcn l’ultimo findesemana di agosto e voi siete in Italia??