le ali dell’arzilla

Tutto avrebbe dovuto essere diverso. La cosa è cominciata da lontano, sulla lunga via del ritorno nel nostro viaggio spagnolo, quando ormai in Francia lambivamo l ‘ultimo confine. C ‘era la pioggia, un po ‘ di stanchezza, poche soste, appena il tempo di far benzina, sgranchire le gambe ed entrare nella stazione di servizio giusto per comprare una bottiglia d ‘acqua. Ma lì, in quella landa desolata, con solo la signora assonnata alla cassa, l ‘espositore triste di libri normalmente tristi aveva la sventura di sorridere accattivante. Ne ho abbracciati due, quasi a caso (ma poi forse no) con l ‘idea vaga di salvarli anche solo dalla noia, e sono venuti via con noi. Uno si è rivelato un curiosissimo libro di cucina francese, ambizioso per certi versi ma divertente e fresco per altri aspetti (ne riparleremo sicuro). Il secondo è un libro di cucina indiana, parte di una collezione con una grafica infelice ma con un ‘idea di fondo divertente: entrare nella cucina di una famiglia ed esplorare storie e piatti a partire da lì. E noi da lì saremmo dovuti partire… la ricetta recitava qualcosa come -Ali di razza al coriandolo-… e subito pareva perfetta! Marie pazza per la razza, e il Fotografo pazzo per il coriandolo, ne prendo due con un amo solo! Dunque incurisione al mercato di San Giovanni di Dio, un po ‘ di corsa (come sempre in questo periodo), un po ‘ distratta (come sempre, aimhè, nel far la spesa…). La razza, che qui è arzilla, c ‘era, bella, e pure giusta di misura. “che me la pulisce? La sfiletta pure?“. “Sì, certo! come no… vada a far il resto della spesa che gliela preparo“. Ma a Roma non si sfiletta come si sfiletta a Barcellona, dunque l ‘arzilla era sì pulita ma tagliata a quattro e con pure l ‘ossatura centrale. Poco male, mi arrangerà a casa, se non fosse che a casa ci si accorge troppo tardi che mancano metà  degli ingredienti. Tocca dunque chiudere il libro e rimandare.  Ma l ‘arzilla, lei, mica la si può mettere buona in un cantuccio ad aspettare, anche perché ha carni deperibili che velocemente sentono l ‘ammoniaca… Dunque con il gran mazzo di coriandolo fresco e il barattolo di curry giallo che sopravviveva nel frigo tutto solo o quasi, ne è venuta fuori una versione thai (più o meno) che non era male. Nel wok o in una pentola larga, far sbrigolare due cucchiai di olio di semi con un cucchiaio di curry in pasta, aggiungere quindi due cipolle tritate finemente e far consumare appena, appena. Metter già l ‘arzilla e farla scottare da entrambi i lati, quindi coprire con un barattolo di latte di cocco e la stessa quantità  di acqua, aggiungere il succo di un lime e qualche fetta (attenzione a non esagerare perché dà  un tocco amarognolo), far cuocere a fuoco medio per circa 15 minuti, ma senza rimestare troppo per evitare che si spezzi troppo l ‘arzilla. A fine cottura aggiustare di sale. Spegnere, aggiungere abbondantissimo coriandolo fresco e aspettare 10 minuti prima di servire (con riso, o anche, è stato il nostro caso, con patate bollite).

Comments are closed.