Fagiolina del Trasimeno

Un pacchetto, un pacchetto di fagiolina del Trasimeno era arrivato nella valigia di Marie fin qui a Barcellona. Il nome sembrava quello della protagonista di una fiaba, ma rischiava, come spesso maldestramente ci succede, di finire dimenticata nella dispensa per un eccesso di cura: nessuna occasione sembra mai quella giusta per mettere mano a regali preziosi in edizione limitata. Finisce così che i pacchi scadano e la frustrazione cresca, sostenuta dal senso di colpa (“ma si può essere così cretini?!”). Invece questa volta è una storia a lieto fine.

In una sera che era una sera qualunque, gonfia d’acqua di un novembre che ha preso sul serio la sua fama, abbiamo preso il pacchetto fra le mani e perché no? l’ora era quella buona.

La fagiolina del Trasimeno è un prodotto antico. Uno di quei fagioli pre-americani che hanno costituito la ricchezza e il nutrimento di chi le coltivava per secoli, salvo poi finire quasi dimenticata nel secondo dopo guerra di accellerazioni industriali, spesso poco avvedute anche in agricoltura. Il recupero è dunque cosa recente, frutto di cabarbietà di pochi e supportato recentemente da slowfood che ne ha fatto un suo presidio.
Per la ricetta e la sua esecuzione poche note: al naturale, solo lessata (e senza nemmeno necessità di ammollo) con praticamente niente sale e un giro di olio (magari nuovo!). Non è un piatto punitivo, credetelo, ma pieno di sapore e cremoso in bocca, con un ricordo accennato appena di nocciole.

http://www.fagiolina.com/

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