patate dolci

Per mia madre erano un modo di fare festa. Come le prime fragole a maggio, o i primi esoticissimi kiwi, le patate dolci erano una piccola sorpresa che arrivava a casa con lei, le sere di autunno con la luce già scura. Un po’ come le castagne, anche se per quelle c’era bisogno di una premeditazione più lunga che finiva per riservarle al week end. Le patate dolci invece no, con uno scatto di generosa energia che ancora le ammiro, facevano festa a una sera qualunque nella mia settimana bambina, senza una ragione speciale se non quello specialissimo pensiero di chi ti apparecchia la cena.
Finivano fritte, per sommo di festa, e a me piaceva da impazzire quella consistenza più pastosa e quel gusto esotico e dolce con cui le chiamavamo anche patate americane. Credo del resto di averne fatte germogliare decine, sospese in barattoli di vetro nell’equilibrio precario di quattro stuzzicadenti, e anche così erano una meraviglia.

Qui a Barcellona invece sono una cosa comunissima. A tal punto che a novembre i banchi di calore ai bordi delle strade le vendono per tradizione assieme alle castagne: roba di sempre, insomma. Da comprare in cartoccio e mangiare fumanti tra le dita, mentre la città avrà la nuova ora più lenta e penserà già a Natale.
La differenza non è solo questione di abitudine ma anche di colore: le patate dolci sono qui in genere quelle a polpa gialla, quasi arancione (boniatos cioè….) e sono finte a far di contorno in una cena che sapeva d’autunno.

La ricetta manco a farlo a posta era tratta dalla Bibbia di questo momento, quel Ottolenghi (Plenty more) che non ci stuffiamo di mettere in tavola. Il fotografo, restio alla roba vegetale, si è leccato i baffetti, boffonchiando di felicità: merito tocca confessarlo del dressing, ovvero di una pastosa crème fraiche alla citronella che sì, è vero, ci stava benissmo.

Lavare le patate senza sbucciarle, tagliarle in verticale in due metà e poi dimezarle altre due volte in modo da ottenere otto spicchi. Sistemarle su carta da forno e spennellarle di olio, cospargere di coriandolo in polvere e sale. Infornare a forno caldo (se lo avete ventilato) per circa 20 minuti, o comunque finché non saranno dorate e morbide.
Taglizzuare sottile il gambo di citronella, mecolare alla crème fraiche aggiungere zenzero e scorza di lime grattugiati e 1/2 cucchiaino di sale.
Servire insieme la salsa e le patate (calde o tiepide) con coriandolo fresco e peperoncino consiglia Yotam (noi non lo avevamo ma ci siamo beati lo stesso….).

2 Commenti a “patate dolci”

  1. Thea scrive:

    Grazie per questa semplicissima ricetta di un prodotto che non ho mai mangiato ma che anch’io ho sempre fatto germogliare, tantissimo ☺️