castanyada e panellets

Il week end è di quelli definitivi, segna persino qui l ‘arrivo dell ‘autunno, anche se ci ostiniamo a girare senza calze, con una maglietta appena sulle spalle e l ‘inconscio nega forte forte che la luce, quella sì, sia scesa. A ricordarci che di sottecchi entra novembre è stata la Castanyada, la festa che in Catalunya celebra Tots Sants ma che, come tutte le tradizioni celtiche, occitane e anche romane, è legatà  al culto dei morti. Naturalmente, come il nome dice facile, si celebrano le castagne e soprattutto la castanyera, una specie di befana anticipata che scende dalla montagna con una camicetta che le va piccola piccola e una gonna che le fa campana, per portare anche in città  l ‘autunno e il suo frutto. E noi abbiamo avuto tutta la settimana per aspettarla… All ‘asilo di Anna ce l ‘hanno annunciata fin da lunedì. Così abbiamo avuto a seguire: il primo lavoretto (!), ovvero un bruchino fatto di castagne che ci ha fatto molto emozionare, un conetto di carta di giornale per contenere le castagne della castanyera e poi, magia dei suoi quasi sedici mesi, i primi dolci usciti dalle sue mani, tre piccoli e sbilenchi panellets. Sono i dolci che per tradizione si preparano in questi giorni di festa, piccoli pasticcini di pasta di mandorle ricoperti nella versione pi๠classica di pinoli, ma declinati in infinite possibilità . A me ricordano moltissimo dolcetti del tutto uguali che credevo tipici siciliani e che invece, scopro, hanno una radice che viene da un po ‘ più in là , risalendo alla fonte della presenza aragonese nell ‘isola. Dai racconti della maestra non è stato facile per Anna confezionarli. Non c ‘era tempo e nessuna pazienza, appena aveva in mano l ‘impasto da rotolare tra le manine, Anna ne faceva tutto un boccone e glu-glu, chi s ‘è visto s ‘è visto. Con molto stupore della stessa maestra Anna portava soddisfatta l ‘indice alla guncia e lo puntava forte, avvitandolo su e giù, ?que significa eso? mi ha chiesto la maestra tedesco-catalana di Anna…

Ma alla fine tre, proprio tre, si sono salvati e avvolti in un sacchettino di feliz castanyada! sono arrivati a casa per manina di Anna. Poi venerdì la castanyera è arrivata davvero. Prima all ‘asilo e poi nella calle, anzi nella piazza si Sant Just dove un comitato di quartiere le ha organizzato tutta una festa. Disegni, atelier e giochi per bambini, cioccolata calda, castagne arrostite, canti e balli e tutto il resto. C ‘erano streghette di halloween e bambini vestiti da castagna, canzoni popolari e come sempre in questa città  piena di expà  affamiliati, una mescolanza del tutto serena di idiomi e stili. Solo il freddo quello, ancora non c ‘era.

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