Barrachine di Natale

Ci siamo. Anche quest”anno tra corse e riconcorse, aerei, treni, ruote di gomma e ruote di carta siamo a casa per Natale.
E se è vero che negli anni le case e le vite si sono fatte mobili, lunghe, a volte persino distanti è bello avere un luogo dove tornare aspettandosi che tutto sia sempre un poco uguale, con lo stesso sapore tra le labbra. Per questo abbiamo scelto per fare gli auguri questi dolcetti che vengono dalla memoria campagnola di Marie, cresciuta nel Chianti con l’accento francese e la radice spagnola.
Non erano cosa di casa sua queste barrachine, ma l’esotismo vicino e profumatissimo della cucina ciociara della sgnora Elvira, nonna delle sue amiche bambine. Da allora questi scrigni candidi conservano il ricordo inaspettato della marmellata di visciole, agra e dolce, perfetta per ciucciarsi le dita.

Auguri dunque! che il Natale sia dolce e l’anno che inizia un cestino colmo di barracchine.

Le barrachine della nonna Elvira
250 gr farina
2 uova intere
1 tuorlo
1 etto scarso di burro ammorbidito (se hai strutto meglio ma non avendolo mai
usato non so quanto ce ne vuole ma ne dovrebbe bastare poco)
100 gr di zucchero
Mescolare i vari ingredienti insieme e preparare un impasto che si mette in frigo per un’ora.
Foderare gli stampini, riempiteli con marmellata di visciole e ricoperteli con l’impasto.
Forno a 180° come per crostata per circa 20 minuti.

Grazie a Francesca e Federica per aver conservato e portato fin qui a ricetta della nonna.

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