Buon compleanno Signora Amalia!

Le date ci servono per ricordare. Puntano il dito sulla roulette di una cifra, sospendendo, per il tempo di un fiato, la catena dei giorni e dei numeri, l’alveolo in cui scorrono le nostre vite, pezzettino a pezzettino, giorno, ora o minuto.
Ci prendiamo la misura per voltarci indietro e sorridere, ricordare, trovarci uguali e diversi: com’era lo scorso Natale? Quell’altra primavera? Davvero è passato un anno ancora? Due anni, trenta, cinquanta? Perché sì, siamo gli stessi, siamo i nostri anni, in una somma che non ha nulla di algebrico.
Le date dunque non sono fatte per far tornare i conti: sono una matematica diversa che trova regole e ritmi suoi personalissimi, ognuno scrive la sua, ognuno conta per sé.

Ma non vi sembra una data bellissima questa di oggi, anche solo a guardarla scritta così: 15.11.2015?
Ha un ritmo poetico e molta energia: con i cinque gonfi e gli uno di tanti inizi. Questa è la data della Signora Amalia, che di anni e di conti ne compie oggi 105.

Abbiamo conosciuto la Signora Amalia tramite quel mago dei collage e delle occasioni che è il nostro amico Oscar e siamo stati a casa sua, a Venezia, ad ascoltare la delicatezza e la forza di una vita che si è fatta racconto, naturalmente anche di cibo. Con lei c’era una delle sue figlie, Luciana, che amplificava il riverbero di questo racconto già tanto bello, rispecchiando il volto ed i gesti della sua mamma. Cose delicate e gentili, che hanno dentro tutta la forza del mondo.

Profuga istriana sbarcata in laguna la Signora Amalia ha costruito la sua vita in un’Osteria, al Padoan, si chiamava non lontano dai Giardini. Era aperta come è aperto il giorno, dal mattino presto fino a notte, ci venivano a interrompere il lavoro i muratori e gli operai che lavoravano al CNIL, con le loro gamelle che poggiavano sulla stufa e 1/4 di vino a consumazione. Il pomeriggio ci andavano gli uomini a giocare a carte, ma la mattina passavano di lì certe signore già avanti con gli anni, con la scusa del caffè si facevano versare nella stessa tazzina anche due dita di grappa. E poi i cicheti, certo, i mezi ovi, la spienza, i nervetti, due fette di sopressa, cose semplici per tempi che sono stati di magra in cui al Padoan si vendeva anche l’olio in quantità minime per chi non poteva permettersi litri e nemmeno mezzi litri, o quarti, giusto un bicchiere portato da casa. E si trovava anche il Viamal all’osteria della Signora Amalia, quello per far passare il mal di testa.

L’ha gestita per 26 anni la sua osteria, dal 1939 fino al 1965, ma ancora lo ricorda e molto bene quel giorno in cui ha cominciato: suo marito navigava, un amico lasciava la gestione del Padoan e Amelia ha messo via il collo di volpe e le unghie dipinte per allaccarsi il grembiule e cominciare ad arrangiarsi, come dice lei. In eredità assieme all’osteria ha ricevuto dalla Teresina, la vecchia proprietaria, il mattarello che ancora conserva e ama: serviva in primis per battere il baccalà (cioè lo stoccafisso) per farlo mantecato, ma poi un po’ per tutto nel ritmo settimanale della cucina. E si è adattata bene la Signora Amalia, alle polente, ai risotti, alle carni in umido, alla torta di granone, poche cose sono rimaste del tempo suo prima, tra queste la Jota, il piatto che è la sua memoria ancora bambina.

Tanti auguri Signora Amalia!

2 Commenti a “Buon compleanno Signora Amalia!”

  1. Thea scrive:

    In questo racconto ritrovo un poco la carissima mamma di mio marito che avrebbe ora 96 anni. Si chiamava Narcisa, anche lei profuga istriana di Fiume(ora Rijeka).
    Ho conosciuto con lei una cucina nuova ed ho imparato anche a prepararne alcuni piatti,tra cui un dolce tradizionale natalizio che tra non molto sarà sulla nostra tavola.
    Ho incontrato in lei una persona forte, strappata dalle proprie terre, con la nostalgia straziante della città lasciata ma pronta a ricominciare col sorriso sulle labbra, un grande coraggio condito sempre da una buona dose di ottimismo.
    Grazie e anche da parte mia auguri alla Signora Amalia !