campargello futurista (ovvero gelatina di campari)

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Allora, allora.. non è che ci siamo ammattiti, né che abbiamo aperto davvero la taverna calicanti, né tantomeno che abbiamo ricevuto una lauta sponsorizzazione dalla Campari, diciamo piuttosto che questo post-futurista è il frutto di un concorso di cause.
In primo luogo in questi giorni a Rovereto ha riaperto, dopo lungo restauro, la casa del mago, cioè il luogo dove Fortunato Depero aveva allestito la traccia sostanziosa del suo percorso artistico in stretto legame con la città. Tra arazzi colorati, marionette per i balli plastici e bozzetti di ogni genere i manifesti dedicati al Campari abbondano e al fotografo già girava la testa.
Solleticati dalla visita abbiamo finito per mettere le mani in certe scatole di ricette e di ritagli e sono saltate fuori fotocopie di piatti improbabili messe via molto tempo fa per un ardito aperitivo futurista: carnepalstico, polibibite, apparizioni cosmiche e atterraggi digestivi il tutto confezionato in formule firmate da Marinetti, Fillia, Caviglioni per combattere “il quotidianismo mediocrista dei piaceri del palato“.
A quel punto era già tardi, la fantasia eccitata, l’immaginario acceso, dunque qualcosa si doveva pur fare…

…ma poi, dopo aver scovato in rete questa esecuzione deliziosa di una formula futurista tra le più famose, ci siamo chiesti se davvero volevamo essere letterari… e chi se lo mangiava il carneplastico virile nella forma e nella sostanza?
Meglio pensare a un’interpretazione (non a una citazione diretta!) ed è così che si è “addensato” il campar-gello, vale a dire campari in gelatina, con un piccolo profumo aggiunto che rende più delicata la ricetta, anzi la formula…


La formula

Ingredienti

200 ml di Campari
60 ml di acqua
20 ml di acqua di fiori d’arancio
10 ml di succo di limone filtrato
10 ml di sciroppo di zucchero
3 fogli di colla di pesce (6 g)

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda, nel frattempo scaldare il campari con l’acqua, lo zucchero e il imone, aggiungere la colla di pesce ben strizzata e l’acqua di fiori d’arancio mescolare senza far bollire. Versare in bicchirini piccoli e lasciar raffreddare/rapprendere per almeno un paio di ore.

Nota: questa versione è piutosto amarognola di gusto se se vuole più dolce aumentare la quantità di sciroppo di zucchero.

maite

25 Commenti a “campargello futurista (ovvero gelatina di campari)”

  1. agiu scrive:

    sono impressionato! siete geniali! dico davvero eh

  2. fe scrive:

    bello.
    buono?
    brave!

  3. Mademoiselle Manuchka scrive:

    Agiu mi ha fregato la battuta, ma lo perdono perché il suo bacino di ieri
    era proprio carino..
    però mi permetto di ripeterlo
    perché mi sembra giusto anche questo
    siete GENIALI..
    é pazzesco.. bellissimo..
    ma chi vi ferma a voi?
    bonjour pour un nouveau jour..
    questo camparino ce l’abbiamo da gustare

  4. Acilia scrive:

    Mi chiedo per quanto ancora riuscirete a stupirmi :-)
    Questa è un’idea davvero molto originale, per sorprendere gli ospiti e offrire un aperitivo divertente. L’acqua di fiori d’arancio è il tocco di preziosa raffinatezza.
    Complimenti.

  5. lenny scrive:

    Le immagini hanno un che di artistico e raffigurativo che ammalia e infiamma.
    Bracvissimi

  6. fra scrive:

    Siete assolutamente geniali! Davvero un bel tributi a coloro che infransero gli schemi
    Un bacio
    fra

  7. Elvira scrive:

    E cosi’ siete riusciti anche a vincere la forza di gravita’!!!
    Il colpo d’occhio e’ pazzesco :))

  8. Giuliana C. Galvagno scrive:

    Ma quanto siete bravi? E anche i bicchierini sono bellissimi

  9. Virginia scrive:

    Ieri sera, mentre facevo tutt’altro, pensavo: andare dai Calicanti è come scartare un regalo tanto atteso. E così ogni mattina. Con la stessa interminabile, avida attesa e la stessa piena soddisfazione. Tutti i santi giorni.
    Ma vi sembra normale?

    Ciò detto, ora vi devo fare le scarpe.
    Se vogliamo, infatti, essere filologici -e scrivo col Manifesto della cucina futurista sotto mano (che vi consiglio vivamente di acquistare)- la vostra non si chiama “taverna”, ma “quisibeve” (“quisibeve” sostituisce la parola “bar”, leggo dal piccolo dizionario in fondo) e la vostra preparazione è una “polibibita” (“polibibita” -sempre dal dizionario in fondo- sostituisce la parola “cocktail”).
    E per continuare con esempi simili, “traidue” sostituisce la parola “sandwich”, “prestoinletto” sostituisce “polibibita riscaldante invernale”, “peralzarsi” sostituisce “dessert”, ecc. ecc.

    Nel frattempo, cerco qualche polibibita col Campari…

  10. Virginia scrive:

    Dunque, l’unica polibibita col Campari non dà grandi soddisfazioni (rispetto alle descrizioni di altre preparazioni):

    Giostra d’alcool
    (polibibita dell’aeropittore futurista Prampolini)

    2/4 di vino barbera
    1/4 di cedrata
    1/4 di bitter Campari

    Nel liquido vengono immersi, infilati in uno stecchino, un quadrato di formaggio e un quadrato di cioccolata.

    Ora riporto la ricetta sotto (ditemi se sbaglio, ma il futurismo culinario non è parente di sangue di Adrià?).

    Equatore + Polo Nord
    (formula dell’aeropittore futurista Prampolini)

    Un mare equatoriale di tuorli rossi d’uova all’ostrica, con pepe sale limone.
    Nel centro emergono un cono di chiaro d’uova montato e solidificato, pieno di spicchi d’arancio come succose sezioni di sole. La cima del cono sarà tempestata di pezzi di tartufo nero tagliati in forma di aeroplani negri alla conquista dello zenit.

    E ancora,

    Paradosso primaverile
    (formula dell’aeropittore futurista Prampolini)

    Un grande cilindro di gelato alla crema che porta in alto, come vegetazione di palme, banane sbucciate. Tra le banane sono nascoste uova sode senza tuorlo, riempite di marmellata di prugne.

    Potrei continuare all’infinito…ma credo di avervi già tediati a sufficienza (vado a bermi un “paceinletto”= polibibita sonnifera)…

  11. Maite scrive:

    cara Virgi, sappi che anche tu sei per noi un appuntamento, insomma sappi che ci manchi quando non ci sei e per insistere di più che contiamo su di te!

    per quanto riguarda le pulci, sì sì, l’ho vista tutta quella traduzione italianizzante e infatti il nostro quisibeve e la polibibita viengono da lì (devo dire che ci tentava pur il fraidue…) ma taverna viene anche quella da loro, esattamente dal manifesto della taverna del santopalato (lo trovi qui: http://www.mensamagazine.it/articoli/0652_04.jpg )ma non abbiamo ambito a dirci santi… ehm…

  12. Maite scrive:

    @Virginia: santo cielo!!
    @giuli: grazie! anche io entusiasta dei bicchieri scovati a un mercatino ben poco foturista e molto pulcioso… un abbraccio grande e a presto

  13. Virginia scrive:

    Sì, sì…avevo visto anch’io che “taverna” viene usato anche da loro…tra l’altro credo proprio che quella del Santopalato esista ancora e sia ancora in funzione.
    Quando avevo letto tutto il libro, mi ero poi ulteriormente documentata su internet…ma purtroppo il rincoglionimento si sta impossessando di me e ricordo ben poco dei miei approfondimenti.
    Comunque leggere ‘sto libretto è un divertimento, per follia e genialità insieme…

  14. Maite scrive:

    esiste Santopalato? oh… ma lo voglio vedere! non sono sicura di volerci mangiare, ma vedere sì sì sì…

  15. Mademoiselle Manuchka scrive:

    oh mamma mia, é vero, adesso mi sono accorta che ogni giorno sono “curiosa” di sapere qual’é la nuova ricetta, ogni giorno il mio sorriso é sempre vero perché sempre stupìto, come se ogni volta foste capaci di fare un regalo, a certi bambini, che poi siamo noi..
    insomma.. ecco.. é davvero emozionante, e quella di oggi, con tutto il contesto della presentazione, la foto ecc.. come al solito Calycanthus, c’est extraordinaire.
    io sono senza parole..

  16. Mariù scrive:

    Non ho parole, siete davvero GENIALI.
    Voi avete davvero qualcosa in più, complimentissimi.
    m.

  17. Sele scrive:

    Wow :) bello

    Mi fate quasi paura: la settimana prossima vado a Rovereto….
    Bello che in uno dei miei blog preferiti si parli di diverse cose che mi paicciono e gli ambiti si intersechino.
    Per la cronaca, a marzo Genova per la mostra di de Andrè (mi- vi porto avnti col lavoro :))

    Grazie

    Buona giornata

    Sele

  18. ilfotografo scrive:

    sembra che la nuova taverna (“santo palato”: staccato) sia in via Brusnengo 2/a, sempre a torino.
    magari si possono ancora vedere i menù (listavivande)

    di marinetti, ma il cibo (per fortuna?) non è piu quello.

  19. francesco scrive:

    “..voliamo a ottomila metri: sentite come questo nutre e favorisce lo stomaco”

    Voi volate decisamente più in alto ancora!

  20. cri scrive:

    non ho parole! Passare di qui è sempre un’esperienza magica!

  21. E per fortuna che avete seguito l’ispirazione :-) Deliziosamente artistico! baci

  22. alexandra scrive:

    Ma che regalo!!! Il Futurismo a piene mani. Mi sa che stasera a letto, comincerò a rileggere il mitico Manifesto di Marinetti…(emm la mia prima “tesina” all’esame di 5°)

  23. Irishfairy scrive:

    Sono impressionata, questa è troppo Milano da bere… genial!

  24. [...] futurista ci eravamo messi a giocare con le consistenze del Campari ed era venuto fuori questo campargello futurista, solidamente colorato. Ne riparliamo oggi perchè mentre noi siamo reduci da una serata [...]