è primavera!

Sono ore di valigie, di borse sempre troppo strette in cui si fa fatica a stipare le andate e i ritorni. Vorresti portarti mondi sulla schiena: vestiti, promesse, le zucchine romane, le meline secche della Fausta, ciotole e piatti che vivono anche loro quasta specie di condizione di confine, un po’ di qua e un po’ di là.

Tra poche ore saremo di nuovo immersi nella routine di Barcellona, nella nostra casa abbarbicata al quinto piano, concentrati a riprendere i fili dell’asilo, degli amici, delle cene attorno al tavolo verde; impegnati a scoprire se anche lì è primavera.

Siamo partiti un po’ a tappe che era ancora invero, in mezzo c’è stato Taste, la montagna, la neve, il cambio di ora e un’esplosione di fiori, di uova e di progetti. La luce limpida che per fortuna pesa poco, il solito guazzabuglio di agende e di appunti, il calycanthus in coriandoli ancora colorati. Ecco di cosa abbiamo riempito le valigie.

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