spaghetti e folpetti

Se non fosse una faccenda ormai datata, e soprattutto ovvia, ci si potrebbe pure provare a riesumare quella parola che era così nuova e che oggi ci suona tanto vecchia: fusion. Sì perché vivere in un paese diverso, o semplicemente essere un po’ curiosi, così come il l fatto di mangiare spesso a casa sono cose che finiscono per esercitare le contaminazioni. Detto più semplicemente apri il frigo e vedi che si può fare.

In questo caso è stata Venezia a incontrare la Spsgna, o forse viceversa, lungo rotte storicamente documentate che sono approdate al nostro tavolo sotto forma di un resto di “folpetti da barca”, una spolverata di pimienton della vera, qualche foglia di menta e un pacco di spaghetti come si deve raccattati dal pakistano-gourmet della calle Parlament (un’istituzione di cui toccherà riparlare!)

La ricetta dunque è presto detta: preparatevi un piatto di moscardini (o anche di polipetti piccoli piccoli) da barca (ricetta qui: http://lacucinadicalycanthus.net/?p=959 ), cercate di farne avanzare un poco, anche solo di sughetto. Cuocete al dente gli spaghetti e rovesciateli in una padella larga con il condimento, bagnate con poco TioPepe e condite ancora con una spolverata di pimienton de la vera (versione piccante), servite con foglioline di menta.

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